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Risultati e compiti migliori
view post Posted on 1/11/2009, 11:14Quote
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1° anno

Group: Professore
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/11/2009, 19:23


Corvonero:

Rubeushagrid: 2+2+6= 10
lucas_1986_lovegood: 2+1(manca il riferimento alla magia)+5(manca la risposta riguardo la seconda versione)= 8
Petrificus1985: 2+1(manca il riferimento alla magia)+5(manca la risposta riguardo la seconda versione)= 8

TOTALE: 26

Serpeverde:

Elanor cullen: 2+1(manca il riferimento alla magia)+5(manca la risposta riguardo la seconda versione)= 8
Edvige73potter: 2+2+5(manca la risposta riguardo la seconda versione)= 9
Ninphadora79: 2+2+6= 10

TOTALE: 27

Tassorosso:

francy_cullen: 2+2+2(manca la ricerca)= 6

TOTALE: 6

Grifondoro:

TOTALE: 0

Ecco ora, per vedere le risposte corrette, il primo compito migliore, praticamente perfetto:

Ninphadora79 - serpeverde

1. Cos'è una cosmogonia?
La cosmogonia è il racconto della genesi, cioè dell’origine del mondo e dell’uomo. Più concisamente e comunemente è definito mito delle origini o mito cosmogonico e narra come si sia generato l’universo.
Il termine, ad avvallare ciò che è stato fin qui enunciato, deriva dal greco ed in particolare dai termini kòsmos, che significa mondo e génésthai il cui signifcato è nascere.
Ogni popolazione possiede un suo proprio mito cosmogonico, arrangiato a seconda delle credenze, degli usi e dei costumi endemici.
Il motivo per cui ogni popolo si sia creato queste leggende è legato all’eterna domanda che l’uomo si pone:”da dove veniamo?”.
Il mito cosmogonico può essere molto differente in funzione della popolazione che lo ha ideato e può prevedere la nascita del mondo a seguito di lotte intestine fra gli dei, dalla benevolenza di un dio solo, oppure ancora dal mito dell’uovo cosmico, da cui la Terra e tutto il Creato discendono.
Il tratto distintivo saliente di ogni cosmogonia è rappresentato dal fatto che ogni popolo, all’interno del mito, ha inserito le metafore e le immagini che rappresentavano meglio e maggiormente la propria cultura.

2. Perchè nella nostra materia ho deciso di partire dai racconti della creazione?
Proprio in virtù dell’ultima affermazione inserita nella domanda precedente la scelta è ricaduta su questo argomento. La cosmogonia può aiutarci ad estrapolare i caratteri ed i tratti distintivi di ogni antica popolazione. Solo attraverso questi particolari importanti potremo comprendere le antiche culture e civiltà ed i linguaggi con i quali si esprimevano.
In secondo luogo, per degli apprendisti maghi, è fondamentale estrapolare da questi miti, tutta la magia in essi contenuta, che risulta essere molta.
In effetti nelle antiche popolazioni Babbane vi era spesso, per ignoranza o per la poca esperienza, la tendenza a scambiare per divino ciò che in realtà era magico.
Ecco dunque spiegati molti dei fenomeni di devozione sviluppatisi intorno ad eventi magici, scambiati per soprannaturali.
Gli dei potevano dunque essere maghi venuti più o meno accidentalmente in contatto con le popolazioni Babbane, rendendo così la mitologia ricca di potenziali riferimenti alla stessa storia magica.

3. Da dove viene il racconto della creazione che ho raccontato durante la lezione? E' l'unica versione? Fai una breve ricerca sul libro da cui è presa questa cosmogonia.
Il racconto cosmogonico trattato a lezione è la Genesi, cioè una parte della Bibbia, il libro sacro della religione cristiana (e con sfumature differenti anche di quella ebraica).
Genesi in ebraico significa, origine, nascita. Il suo incipit contiene la creazione del mondo, per poi lasciare spazio al racconto di come Dio creò gli esseri viventi e, in ultimo, l'uomo.
Bibbia invece deriva dal greco biblia e significa libri, al plurale. Questo perché essa raccoglie al suo interno una serie di testi (Genesi, Antico e Nuovo Testamento, Apocalisse…) frutto con ogni probabilità della mescolanza tra la tradizione orale della Palestina del nord e di quella del sud.
La Genesi contenuta nella Bibbia cristiana, corrisponde al primo capitolo della Torah ebraica, occupa 50 capitoli che vanno dalla Creazione al Diluvio Universale.
Questa cosmogonia è detta anche racconto della creazione e ne esitono due versioni:
la prima, risalente al 500 a.C. circa è quello detto “Racconto sacerdotale” nel quale Dio crea dal nulla tutte le cose a fasi successive suddivise in sette giorni, trasformando il caos dell’universo in armonia.
Come enunciato dal testo trattato a lezione l’Altissimo separa la luce dalle tenebre, l’acqua dalla terra, fino ad arrivare alla creazione degli animali ed il sesto giorno dell’uomo, che viene creato ad immagine e somiglianza di Dio e sul quale il racconto pone un’accento di importanza superiore a quello di tutto il resto del creato. All’uomo verrà inoltre affidata la cura di tutto ciò che Dio ha posto sulla Terra
Il settimo giorno Dio, avendo terminato la creazione si riposò, rendendolo così sacro.
Il secondo racconto, detto Jahvista, invece è datato al 900 a.C. e la narrazione si sviluppa intorno ad un Dio rappresentato metaforicamente ed in maniera antropomorfa (quindi più popolare e comprensibile) come un vasaio che con l’opera sapiente delle sue mani impasta la polvere del deserto fino a plasmare la figura umana, per poi collocarla all’interno di un’oasi (da leggere anche come il più famoso Giardino dell’Eden) dove regnano pace ed armonia e i frutti della terra nascono spontanei.
L’uomo lavora e discorre con Dio, il quale, presto, capisce quanto egli abbia bisogno di una controparte femminile ed allora, da una sua costola, crea la donna. Grazie ed essa e alla loro unione sarà asservito anche il compito di procreare.
A differenza del primo racconto, in questo caso, l’importanza dell’uomo è sottolineata in maniera ancora più marcata dal fatto che esso venga creato prima di tutto il resto.
Pare comunque che la versione definitiva (o ritenuta tale) della Genesi, sia quella databile tra il VI ed il V secolo a.C.
E’ interessante, fuor di metafora, leggere come il paesaggio descritto sia riconducibile a quello mesopotamico. Su questa parentesi si potrebbe aprire un interessante dibattito sul valore storico e documentaristico di questi scritti.

Ed ecco invece il secondo migliore, ugualmente ben fatto anche se con meno approfondimenti:

Rubeushagrid - corvonero

1. Cos'è una cosmogonia? (2 punti)
Una cosmogonia è il racconto, leggenda, studio oppure mito riguardo le origini o la creazione del mondo, dell’universo ma anche dell’uomo. Infatti il termine cosmogonia deriva dal greco kòsmos (mondo) e da ghénésthai (nascere). In molti di questi casi la creazione del mondo è dovuta alla lotta tra divinità, o anche perchè un dio voleva farlo.

2. Perchè nella nostra materia ho deciso di partire dai racconti della creazione? (2 punti)
Perché se si vogliono studiare le lingue e le culture del mondo bisogna partire dalla sua creazione. Inoltre magia è presente nella mitologia. Questa viene o veniva utilizzata dagli dei, i quali non erano altro che la mitizzazione di un essere umano con qualche caratteristica culturale. Si può anche dire che in tempi antichi la magia non fosse una cosa non nota ai babbani, i quali non riuscendola a spiegare in modo razionale, la rendevano un tratto distintivo di una figura divina.

3. Da dove viene il racconto della creazione che ho raccontato durante la lezione? E' l'unica versione? Fai una breve ricerca sul libro da cui è presa questa cosmogonia. (6 punti)
Il racconto di cui si è parlato a lezione è tratto dalla Bibbia, il libro della regione cattolica, e più precisamente dal libro della Genesi, chiamato anche semplicemente Genesi. È il primo libro dell’Antico Testamento. Il nome deriva dal greco génesis kósmou (“origine del cosmo”), titolo del libro nella Bibbia dei Settanta; gli ebrei, che denominano i libri del Pentateuco dalla prima parola (o dalla prima parola significativa), lo intitolano Bereshit, “in principio”.
La Genesi narra dell’origine del mondo, da quando “Dio creò i cieli e la terra” alla morte di Giuseppe, undicesimo figlio del patriarca d’Israele Giacobbe. Il libro è diviso in due parti.
La prima (capitoli 1-11) comincia con la storia primordiale dell’umanità fino al diluvio inviato da Dio per distruggere tutto, tranne la famiglia di un “uomo giusto” e le creature a lui affidate per essere salvate; narra inoltre della confusione delle lingue e della successiva dispersione dei popoli. La prima parte della Genesi contiene anche la prima Alleanza stipulata da Dio con l’umanità, rappresentata da Noè
La seconda parte (capitoli 12-50) è essenzialmente la narrazione delle vite dei patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe, cioè la storia delle origini del popolo ebraico.
Scopo principale della Genesi è far risalire a Dio la creazione e la storia, mostrare l’origine del Male e le sue conseguenze e, soprattutto, illustrare il ruolo di Israele nel mondo. Così, ad esempio, le genealogie contenute nella prima parte del libro collegano Adamo ad Abramo e contano gli anni tra i due; e i patti di Dio con Noè e Abramo esprimono nuovi e vincolanti rapporti tra Dio e l’umanità, tra Dio e il popolo di Israele. Anche se il testo è stato a lungo considerato nella prospettiva di una “descrizione” dell’evento della creazione, catalizzando l’attenzione sul tema del rapporto tra scienza, evoluzione e fede, appare oggi più pertinente una riflessione che, tenuto conto dell’origine e della provenienza dei materiali inseriti nell’opera, si concentri sulla prospettiva teologica che più propriamente lo definisce. In questo senso la Genesi si presenta come un imponente affresco attraverso il quale, partendo dal gesto creativo di Dio, orientare lo sguardo sulla storia della salvezza, cioè alla rivelazione di Dio che si attua nelle vicende prima dei patriarchi e poi di Israele. In questo dipanarsi e intrecciarsi di storie e personaggi risalta in particolare l’oscura presenza del Male, nei confronti del quale si ergono l’Alleanza di Dio con i patriarchi, l’intenzione salvifica del Creatore e la fede di Abramo, capostipite di Israele.
Non è l’unica versione di questo racconto, infatti nella Genesi questo racconto si ripete di nuovo però in questo caso la Terra è desolata, dalla polvere Dio crea l’uomo e poi gli animali e la vegetazione. Infine crea da una costola la donna perché l’uomo anche se si trovava in quel paradiso si sente solo.
Ecco qui la seconda versione:
2,4 Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati.
Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, 5 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo 6 e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -; 7 allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.
8 Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. 9 Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. 10 Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. 11 Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avìla, dove c'è l'oro 12 e l'oro di quella terra è fine; qui c'è anche la resina odorosa e la pietra d'ònice. 13 Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d'Etiopia. 14 Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate.
15 Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
16 Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, 17 ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti».
18 Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». 19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20 Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. 21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 22 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. 23 Allora l'uomo disse:
«Questa volta essa
è carne dalla mia carne
e osso dalle mie ossa.
La si chiamerà donna
perché dall'uomo è stata tolta».
24 Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. 25 Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.

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